Non ho mai tollerato quanti si presentavano sul forum pubblico di Dmoz con futili ed assurde lamentele solo perché un editore non accettava di farcire di keyword la descrizione del loro sito.
Sono sempre stato molto duro nelle risposte (parlo al passato poiché sono ancora editore ma causa tempo ed una connessione GPRS la mia attività si è notevolmente ridotta) e di certo non ho cambiato filosofia, ma ben sanno certi colleghi editori che non mi sono mai fatto scrupoli a criticare ODP quando era il caso.
Questa settimana riflettevo su alcuni avvenimenti, non per ultimo la decisione di Google di offrire agli utenti maggiore controllo sulle SERP.
Tornando indietro nel tempo ricordo che Google già usava il meta tag robot per garantire agli utenti controllo sull’attività di crawling del sito e salvataggio in cache.
A questo punto mi sono detto… ma perché Dmoz non lo fa?
Cioè, andiamo per gradi.
Ci si può cancellare da Dmoz? No.
Tutti (o quasi) cercano di entrare ma quasi mai si affronta il problema di quanti non vorrebbero comparire in Dmoz.
Come? Perché un utente non dovrebbe voler essere in Dmoz?
Ma, solo cavoli suoi. Mica Google chiede agli utenti perché gli hanno disabilitato Googlebot da robots.txt, ne prende atto e continua felice sulla sua strada.
Allora perché se io volessi uscire da Dmoz mi sento dire che l’unico modo per rimuovere un listing da Dmoz è mettere offline il sito o proteggerlo da password?
Perché Dmoz non permette ai webmaster di scegliere, magari proprio con un robots.txt se l’editore ha autorizzazione o meno ad includere il sito nella directory?
Lo devo dire, in questo Dmoz ha perso punti… e lo dico sia da utente sia da editore.


Hai anche ragione, ma personalmente non ho mai capito (nè approfondito a dir la verità) quale sia la mole di lavoro di Dmoz. Ho provato giusto un paio di volte a segnalare il mio blog ed alcuni altri siti in questi anni (so che per policy è meglio evitare di ripetere la richiesta più volte), ma non ho mai ricevuto nessuna segnalazione e/o risposta.
Ciao,
Mi sembra di aver sempre utilizzato la sezione corretta ma nulla, così, mi son convinto che, probabilmente, la politica di inserimento dei siti sia troppo restrittiva. E’ plausibile che chi ci entra, preferisca rimanerci dopo la fatica sudata.
Emanuele aka P|xeL
Io sono dell’idea che se la risorsa è valida va listata…… sull’escluderla perchè il WM non vuole l’inserimento non sono d’accordo perchè si violerebbe in parte la filosofia di base del progetto che è quella di restituire un catalogo, piu’ o meno esaustivo, di quanto presente sull’internet all’utente finale
Se una risorsa è pubblica non vedo perchè si debba censurare l’attività di un progetto
Ciao Gero,
dal punto di vista dell’editore hai ragione.
Ti porto però un esempio.
Se io non desidero che il mio numero di telefono finisca nelle pagine bianche, mica Telecom mi risponde “deve staccare il numero per non comparirci”.
Prende atto della mia richiesta e agisce di conseguenza.
Io credo che Dmoz ha un obiettivo importante ma che siccome i siti recensiti sono prodotti da uno o più webmaster, sia importante che Dmoz rispetti le volontà dei webmaster lasciando loro la scelta se essere listati o meno.
Ciao Simone,
Il focus di un editore è proporre un direttorio di qualità, non quello di preoccuparsi se il WM sia piu’ o meno contento/d’accordo
il tuo esempio applicato al direttorio non è corretto, io non sto telefonando o mandando mail o altro……
Visitando la rete ho trovato un sito pubblico con contenuti qualitativamente unici e l’ho recensito e catalogato, se il webmaster non vuole essere raggiunto metta una password
Se posso dire la mia, con un po’ di ritardo rispetto alla scrittura del tuo post, DMOZ avrebbe bisogno di una “rimodernata”. Sarebbe necessario costruire una interfaccia automatica per chi inserisce (generalmente i webmaster e/o i SEO). Molti ripetono l’inserimento perchè non hanno alcun feedback dagli editori. Conosco bene il pensiero e la filosofia di DMOZ ma basterebbe mettere in atto regole di esclusione della URL per tempi fissati nel caso l’editore la consideri immeritevole. Con una interfaccia l’utente avrebbe un feedback, anche negativo. Sono convinto che ridurrebbe anche il carico di lavoro degli editori. L’interfaccia dovrebbe permettere, ovviamente, anche la cancellazione della URL da DMOZ (non la descrizione che dovrebbe seguire le guidelines).
Buon lavoro…
secondo me la domanda da porsi è questa: chi bigna corrompere per essere inseriti in dmoz?
ho segnalato almeno 20 siti dei quali neanche uno è stato inserito!
come bisogna fare?
Francesco, bisogna attendere e smetterla di dare voce ad inutili, frustranti e quanto meno inadatte polemiche.
Dmoz non ti deve nulla, non è tenuta ad inserire i tuoi siti e non ti chiede di pagare per farlo.
E’ un po’ troppo criticare con questi presupposti… no?
Vuoi fare la tua parte?
Comincia con il proporti come editore, il tuo aiuto (e quello di chiunque altro) potrebbe senz’altro essere utile a diminuire i tempi di approvazione dei siti.
Proprio in tema di DMOZ… vorrei chiedere un chiarimento al signor Carletti ( mi perdoni se vado Off Topic ma non ho trovato una sede più opportuna).
Circa 2 mesi fa ho segnalato il mio portale su DMOZ ( per chi volesse controllare, il sito è vu vu vu punto socialcasa punto it , lo scrivo così per non fare Spam).
E’ un portale serio e anche se è partito da poco tempo possiede tutti i prerequisiti per i quali è preposto ( almeno credo), per cui dovrebbe essere considerato valido ed inserito nella directory.. invece ancora non vi è traccia.
Navigando.. ho sentito commenti di webmaster che hanno inserito il loro sito in DMOZ in poche settimane.. altri invece hanno aspettato ANNI… io dunque mi chiedo:
Esistono regole per un corretto inserimento?? chi si occupa di inserire i siti? (probabilmente gli editori, ma questi chi sono? i proprietari della directory? lo staff? ) come si può giustificare un così grande scostamento nei tempi di inserimento fra certi siti ed altri??
Ringrazio anticipatamente chiunque decidessi di chiarire questi aspetti.
Matteo
Ciao Matteo,
il problema è complesso è credo che potrei anche dedicarci un post nella serie
http://www.simonecarletti.com/blog/2008/09/programma-della-settimana.php
Cercherò comunque di fornire risposta alle tue domande.
Sì, esistono regole per una corretta segnalazione.
http://www.dmoz.org/help/submit.html
Putroppo pochi o nessuno li legge e, ricordo quando ero editore, arrivava il 90% dei link con titoli promozionali, descrizioni inadeguate o superflue.
Poiché non c’è alcun vincolo per l’editore di rispettare l’ordine di segnalazione, spesso mi trovavo a lavorare su decine o centinaia di categorie per volta ed approvavo esclusivamente le segnalazioni a norma che richiedevano meno di un minuto per sito, non 10 minuti a sito.
La pubblicazione dei siti avviene ad opera di editori volontari, ovvero persone che hanno scelto di dedicare gratuitamente parte del loro tempo a questo lavoro.
Il problema tempo è facilmente giustificabile.
Se fai conto che, un anno fa, il ramo italiano contava qualcosa come centinaia di nuovi siti al giorno, migliaia di categorie e poche decine di editori attivi, è normale che quando il flusso d’entrata è 100 e la capacità degli editori è di assorbire 10, rimane un 90 che si accumula ogni giorno.
La ringrazio vivamente per l’esauriente risposta.
In effetti, stando così le cose, posso ora comprendere che non è certo facile la vita di editore…
Non fatico a credere che il 90 % siano di origine “spammosa” e tutto sommato preferisco aspettare per essere su Dmoz piuttosto che essere inserito subito in una directory poco affidabile in mezzo a chissà quali siti….
Se non La disurbo avrei un’ultima domanda..
Il 90% delle proposte che si accumula quotidianamente per eccesso di lavoro.. va inevitabilmente perduto o può essere soggetto ad una futura valutazione ( seguita da un eventuale inserimento)?
In pratica… se un sito è pertinente e la proposta è ben formulata, questo prima o poi verrà inserito? o è necessaria una nuova proposta di inserimento??
La ringrazio per la cortesia già dimostratami e Porgo
Cordiali Saluti
Matteo Serra
Nessun disturbo, Matteo.
E’ corretto, quanto accumulato viene mantenuto nelle code di approvazione in attesa di una futura valutazione da parte di un qualsiasi editore che operi in quella categoria.
Normalmente non è necessaria una proposta di nuovo inserimento. Anzi, il molti casi la cancellazione dei duplicati o la segnalazione in più categorie comporta un eccesso di lavoro a danno sia del proprio sito sia all’attività globale di editing degli editori.