SEO: scienza, ricerca, presunzione o supposizione?

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Motori di Ricerca Prima di continuare la scrittura è doverosa una premessa: questo è uno di quei post ad alto livello di acidità, diciamo un buon 7/10 nella scala del PH dei post.
Siete avvertiti, proseguite a vostro rischio e pericolo.

Dunque, oggi per l'ennesima volta stavo leggendo le discussioni pubblicate su un forum abbastanza quotato, del quale non rivelo né nazionalità né nome, e per l'ennesima volta in almeno 10 richieste tecniche che prevedevano una risposta pesata e comprovata sono affluite a fiumi risposte del tipo "io credo che sia meglio se fai così", "no, secondo me si comporta in questo modo, l'altro non ha senso".

Cari marketers, SEO, apprendisti tali o presunti tali (così ho incluso tutti) fatemi capire... ma a questo punto esattamente come possiamo definire la competenza SEO?
Si tratta di ricerca, è una scienza o pura supposizione basata su presunzione di sapere?

Intendiamoci, ci sono elementi che fanno parte di algoritmi non rivelati la cui rilevanza è talmente difficile percepire che si procede per supposizione o per logica.
Ma santa pace, è possibile che oggigiorno anche davanti a domande del tipo "ogni quanto Google legge il robots.txt" si leggano risposte del tipo "io penso spesso" oppure "secondo me almeno una volta a settimana", basate sull'approssimazione?


Ma volete spendere 1/4 del vostro tempo in meno a zampettare per i forum facendo vedere quanto siete bravi solo perché sapete dire di fila senza prendere fiato 45 volte i termini "keyword pagerank backlink" e dedicarlo invece allo studio, all'analisi?

Ho parlato con persone responsabili di ricerca e sviluppo solo perché hanno installato gli ultimi 10 CMS usciti sul mercato riuscendo a farli connettere al database MySQL. Ho conosciuto aziende che vantano team di ricerca e sviluppo quando la loro ricerca maggiore è accorgersi di un cambio solo quando il casino si manifesta sul sito del cliente.

Ma dove è finita quella sana e costruttiva esigenza di creare test, ricercare, analizzare e sperimentare il comportamento dei motori di ricerca?
Vuoi definirti SEO? Perfetto, allora dammi la definizione di reverse engineering perché questo dovrebbe essere il tuo pane quotidiano. Smettiamola di parlare per sentito dire o per presunta impressione e cominciamo a verificare, almeno quanto verificabile.

SEO Blocks

(image from www.jasimages.com)

Spesso leggo richieste di utenti che desiderano sapere quando è che si diventa un SEO, quando ci si può "fregiare di questo termine". Quali sono le competenze di un SEO?
Qualcosa mi dice che si dovrà cominciare ad aggiungere alla lista della preparazione base la domanda "a quando risale il tuo ultimo search test"? E mi raccomando, se la risposta supera i 6 mesi è tempo che torni a lavorarci su.
Ah, già che ci siamo, aggiungerei anche: hai mai letto un brevetto di un motore di ricerca in vita tua? Possibilmente andando oltre la pagina di overview.

Insomma, lasciamo da parte il nostro ego di voler per tutti i motivi apparire, intervenire senza conoscere ed iniziamo a crescere e ragionare perché l'analisi e la ricerca sono uno dei fondamenti sui quali l'attività di un SEO è basata.
Approssimazioni, supposizioni sono e devono essere solo l'incentivo, la molla che ci porta a voler conoscere e confermare o smentire miti e credenze radicate nel tempo.

E così (nonostante non fosse questa la reale domanda), la prossima volta che potrete affermare con una discreta certezza che ad oggi Googlebot legge il file roborts.txt una volta al giorno, mantenendolo in cache per le altre sessioni di crawling!

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3 Comments

acor3 said:

azzolina... ero un SEO e non lo sapevo... :D aggiorno il biglietto da visita...

Scusate il luogo comune... Sacrosante parole! SEO, SEM, Ranking, PR ecc ecc tante sigle, tante domande, tante discussioni e nessuna verità.

L'unica certezza è che ogni attività di marketing - comprese tutte le sfaccettature del web marketing - presuppone una costante attività d'analisi, testing e studio.

Anche i tecnici della "pubblicità mainstream" hanno i loro trucchetti, ma senza il supporto di analisiti e manager non possono produrre materiale di valore aggiunto comunicativo.

Così dovrebbero fare anche i markettari del web: la cultura che si apprende dalle prove sul campo è ciò che contraddistingue il SEO professionista.

Fabio said:

Identità sociali confuse e nuovi mestieri.

Bellissimo post il tuo.
Polemico, esatto e provocatorio.

Anche 13 anni fa chi si fregiava della qualifica di web designer lo faceva spesso "per sentito dire".

A distanza di tempo, oggi, se sai usare photoshop fai il "grafico", se campi realizzando siti puoi, senza imbarazzi, qualificarti come wd, "sitarolo" professionista.

Per il seo sarà lo stesso??
Test e letture tecniche worldwide, studio delle serp e della struttura delle pagine.
Ma anche moltissimo d'altro, dovrebbe essere oggi il bagaglio seo.

Il web si sta avvicinando, dal punto di vista professionale, ai media tradizionali?

Il seo come nuovo editor (inteso come ruolo di "supervisore-censore-manager" degli scrittori, come avviene nelle case editrici)?

E allora il sem?

Parliamo veramente solo di figure tecniche quando affrontiamo queste "nuove" professioni?

Dal punto di vista delle competenze specifiche sì, il tuo post ha colto nel segno.

Ma da un punto di vista culturale più generale, non potremo iniziare a pensare che il nuovo media possa aver bisogno anche (anche) di competenze editoriali a tutto tondo, in grado di far comparire "buoni" contenuti in buone posizioni nelle serp?

Identità e professionalità in via di formazione, non c'è niente di strano che siano aperte alle diverse inclinazioni e capacità.

Comunque, ti condivido pienamente.
fabio

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