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Parallels Desktop 4.0 for Mac

Parallels ha annunciato la settimana scorsa il rilascio di Parallels Desktop 4, la quarta versione del software di virtualizzazione più famoso per Mac OSX.

Parallels permette di eseguire Windows o Linux su un qualsiasi Mac basato su architettura Intel, attraverso la creazione di una virtual machine. Per maggiori dettagli sul funzionamento consiglio di leggere l'introduzione a Parallels Desktop ed i consigli su Parallels e Virtual Machine, pubblicati su questo blog.

La nuova versione di Parallels promette un incremento delle performance, secondo Parallels fino al 50% rispetto a Parallels Desktop 3.0, un miglioramento dell'integrazione del sistema operativo guest con il Mac, il supporto a DirectX 9.0, DirectX Pixel Shader 2.0 e OpenGL 2.0 con conseguente incremento delle prestazioni grafiche.

Pragmatic Version Control Using Git è l'ultima pubblicazione sfornata da Pragmatic Bookshelf che, dopo a Pragmatic Version Control Using CVS e Pragmatic Version Control Using Subversion, abbraccia il campo dei DVCS sfornando questo libro dedicato a Git.

Per chi non lo conoscesse, Git è un sistema di controllo delle versioni così come Subversion. In realtà, sebbene lo scopo finale sia comune, l'architettura di Git differisce alla base rispetto a Subversion poiché si tratta di un sistema distribuito che non necessita di far capo ad un repository principale. Ogni copia del repository, in gergo clone, è a tutti gli effetti un repository completo che include l'intera cronologia così come log, branch e quan'altro.

Pragmatic Version Control using Git si propone come una guida a diversi aspetti di Git che spaziano dall'apprendimento delle basi del funzionamento fino all'integrazione con strumenti di terze parti, passando per la creazione, gestione ed amministrazione di repository Git.
In Git le branch costituiscono uno degli elementi essenziali: non manca quindi un capitolo interamente dedicato aall'approfondimento di questo concetto che include sia le competenze tecniche essenziali per lavorare con le branch, sia nozioni di project management utili a comprendere quando e come dirottare lo sviluppo di un prodotto verso un ramo parallelo.

Ci sono alcuni temi e chiavi di ricerca per le quali questo blog, da tempo, è indiscutibilmente nelle prime posizioni. Una di queste è Outlook e, in particolare, quanto ruota attorno alla gestione dei file pst di Outlook, come dimostrano i commenti al fondo dell'articolo.

In alcuni casi, questi commenti sfociano in vere e proprie richieste, trasformando la pagina in una specie di centro assistenza.
A tempo perso, se ci sarà modo e motivo, invece che rispondere con commenti vorrei cogliere l'occasione per dettagliare qualcuna di quelle richieste in un post dedicato.

E' questo il caso del commento di Filippo Bazzanella chiede come procedere per trasferire un archivio di posta in arrivo su outlook 2007 su un altro pc che ha sempre outlook ma versione 2003. Si può fare?

Ottima invenzione l'htaccess, peccato che sia anche una delle cause più frequenti di grattacapo e mal di testa.

Questa mattina ricevo un'email di Simone che mi avvisa di un problema sul sito. Accedento al blog dall'indirizzo http://simonecarletti.com/blog si viene reindirizzati alla pagina http://www.simonecarletti.com/blog//home/simonecarletti/simonecarletti.com/blog che genera (ovviamente) un errore 404.
In questi giorni sto lavorando allo sviluppo di questo sito (a presto ulteriori dettagli) che, basandosi su Rails e Movable Type, spreme a dovere l'uso del file .htaccess.

Indagando il problema ho notato che sembra verificarsi solo in questo caso specifico. Nei casi seguenti nessun problema:

  • http://simonecarletti.com/ reindirizza a http://www.simonecarletti.com/
  • http://simonecarletti.com reindirizza a http://www.simonecarletti.com/
  • http://simonecarletti.com/blog/ reindirizza a http://www.simonecarletti.com/blog/
  • http://simonecarletti.com/pagina reindirizza a http://www.simonecarletti.com/pagina

Purtoppo sembra che, nel caso in cui si acceda all'indirizzo corrispondente al blog senza lo /, la riscrittura automatica di Apache per normalizzare un percorso ad una cartella aggiungendo lo / vada in conflitto con le altre regole.

Non avevo finito di lodare la scelta di migrare la gestione email su Google Apps che ieri notte Gmail è rimasta offline per un paio d'ore. Chiunque tentasse di accedere riceveva il seguente errore.

Temporary Error (502)

We're sorry, but your Gmail account is currently experiencing errors. You won't be able to use your account while these errors last, but don't worry, your account data and messages are safe. Our engineers are working to resolve this issue.

Please try accessing your account again in a few minutes.

L'eco della notizia non si è fatto attendere. Se da noi era quasi notte, in America erano le due di pomeriggio ed è facile immaginare quale conseguenza sia per un email dipendente trovarsi di fronte ad un messaggio del genere, con l'impossibilità di accedere ai propri dati.

Le ricerche di Google per keyword come gmail down, gmail status, gmail blog e gmail error 502 sono schizzate alle stelle e Google Trends ha registrato l'andamento come Volcanic.

In realtà GMail non è rimasto completamente offline: gli utenti hanno potuto continuare ad accedere via IMAP e dispositivi mobile. Il problema, come confermato oggi da un post sul blog di Gmail, ha infatti interessato solo una parte dell'infrastruttura, nello specifico quella dedicata alla gestione dei contatti. Ne sono quindi rimasti colpiti tutti gli utenti Google e Google Apps che hanno tentato di accedere a Gmail tramite la classica interfaccia web.

Il problema è stato risolto e, come direbbero i telegiornali in Italia, la magistratura ha aperto un fascicolo per indagare sulla vicenda.

Oltre un anno fa, all'epoca del rilascio della seconda beta di Mozilla Firefox 2, scrissi un articolo spiegando come installare più copie di Firefox su Microsoft Windows.

In questi giorni è uscita la seconda Release Candidate per un'altra importante milestone del panda rosso, ovvero la terza major release. Mi sono quindi deciso di provarla (ho resistito a stento fino ad oggi!)

Sebbene l'articolo che pubblicai nel 2006 dovrebbe essere ancora valido (qualcuno me lo conferma?), qualcosa è cambiato da questo lato della barricata e mi trovo dunque a dover affrontare l'installazione di più versioni di Firefox su Mac OSX, più precisamente Leopard.

Ecco una guida passo passo per chi volesse procedere.

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  • Claudio Gabbi: Grazie Simone, davvero molto utile. Purtroppo IE6 è ancora troppo continua...
  • Fabrizio: ho letto ocn interesse il tuo articolo sui file pst continua...
  • maber: Raro trovare in rete tanta chiarezza ed informazioni utili, mi continua...
  • DeSantis: Si interessante, un pò vecchiotto questo articolo, però fa capire continua...
  • Carlo: Per me non c'è alcun dubbio: Wordpress! continua...
  • Simone Carletti: Dove hai acquistato la licenza? Dal sito di Parallels è continua...
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