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Per chi lavora spesso con la gestione di URL e DNS potrebbe essere necessario cancellare la cache dei DNS salvata dal proprio sistema operativo per riflettere degli aggiornamenti recenti.
Ad esempio, immaginate di aver appena aggiornato il DNS di un dominio o sottodominio .com — normalmente rapidi a propagarsi — e volete cancellare la vostra cache interna per visualizzare immediatamente il sito sul nuovo host.

La procedura è semplicissima.

Il progetto Microsoft Start.com è stato uno dei primi temi che ha riempito le pagine di RSS World.
Dopo oltre 3 versioni e decine di aggiornamenti, Start.com va in pensione e da qualche giorno il dominio reindirizza a Live.com.

Così, sulle note della canzone di Nelly Furtado All Good things come to an end, citata da Sanaz Ahari Lead Program Manager di Live Search, Search.com ci saluta lasciando definitivamente il posto a Live.com, l'interfaccia ora diventata homepage predefinita per Internet Explorer in Windows Vista.

Siete utenti di Microsoft Outlook e state pensando di ottimizzare l'uso dello spazio su disco salvando i file .pst in una cartella di rete? Non fatelo!
Siete attenti lettori di questo blog ed avete deciso di seguire i miei consigli su Parallels salvando i file .pst di outlook in una cartella condivisa tra le Parallels Shared Folders? Ripensateci, per Outlook dovrete fare un'eccezione!

In poche parole, non impostate in Ourlook il percorso ad un file .pst condiviso in una cartella di rete o il rischio di perdere decine di email sarà sempre dietro l'angolo!
Se desiderate scoprire il perché, continuate la lettura.

Outlook Logo I file con estensione .pst sono il vostro archivio email di Outlook.
Il programma Microsoft, infatti, utilizza questi file per salvare e crittografare all'interno email, appuntamenti, contatti, allegati e parte delle configurazioni come le regole ed i filtri.

I file .pst sono riconducibili ad un archivio, un po' come i file .zip o .rar.

Gestione dei file .PST di Outlook

List PST files I file .pst possono essere copiati, spostati, cancellati e modificati.
Di norma la gestione non avviene direttamente sul file ma si ricorre ad Outlook. Il programma permette di creare, virtualmente, illimitati file .pst da richiamare all'interno.
Ad esempio, come nel mio caso, potreste voler avere un file principale per la vostra posta elettronica ed un file .pst per le email ed i file di lavoro.

In ogni caso, per funzionare Outlook necessita di almeno un file .pst che viene creato automaticamente al primo avvio del programma.
Questo file si chiama Outlook.pst e si trova all'interno delle cartelle personali del proprio profilo.

Per creare, aprire ed aggiungere nuovi file .pst potete ricorrere al pannello di gestione dei file di dati di Outlook, raggiungibile dal menu File > Gestione File Dati (o simile a seconda della versione).
Ecco quello che compare su Outlook 2007.

PST Management

Con il comando Add è possibile aggiungere un nuovo file .pst oppure aprirne uno esistente.
Se volete cancellare un file è sufficiente selezionare il comando Remove oppure chiudere l'uso del file .pst scelto e poi cancellarlo manualmente dalla cartella nel quale è salvato.

Close current PST

Parallels Desktop 4.0 for Mac

Prima di cominciare, vorrei premettere che quanti di voi mi seguono anche su HTML.it potranno notare una certa somiglianza tra questo post ed un intervento a due puntate pubblicato recentemente.

Non è mia abitudine "ripetermi", non amo i cloni, tuttavia per ragioni editoriali è stato necessario tagliare l'articolo iniziale sopprimendo alcune parti e spezzandone il contenuto.
La sintesi non è il mio forte, mi spiaceva buttare via quei byte aggiuntivi in particolar modo la parte relativa ai consigli. Quello che segue, quindi, è l'articolo iniziale, in versione integrale, con le mie impressioni sull'emulazione di sistemi operativi Windows su Mac OSX con Parallels.

Buona lettura.

Ad inizio mese avevo cominciato alcuni test di Parallels, un software di virtualizzazione, tentando di installare (con successo) Windows Vista come sistema operativo guest.

Windows Vista installato con Parallels

Nei giorni successivi sono andato a rispolverare l'archivio di Edit, il blog di HTML.it, alla ricerca di qualche post sull'argomento, quasi certo che ne avrei trovato almeno uno.
Così è stato, dall'apri pista Gabriele che lo definisce senza mezzi termini La miglior piattaforma per lo sviluppo web fino a Cesare che mi ha allietato la giornata permettendomi di scoprire l'utilità e, lasciatemelo dire, l'eccezionalità della funzione Coherence.

Ho installato sia Windows Vista sia Windows XP come sistemi operativi guest, offrendo loro una dotazione di RAM fino a 1Gb, metà della RAM del mio Mac Book Pro.
Ho installato programmi, creato copie delle macchine virtuali e testato migrazioni di interi sistemi operativi. Non sono certo il più esperto in questo campo, ma vorrei ugualmente condividere con voi alcuni suggerimenti ed impressioni.

Windows XP installato con Parallels

L'uscita della nuova versione di Internet Explorer, ad oggi il più diffuso browser utilizzato per la navigazione in internet, ancora una volta ha messo in difficoltà gli sviluppatori.

Quanti, come me, hanno esigenza di creare applicazioni, script e layout il più possibile universalmente compatibili ben conoscono le problematiche nel dover testare il proprio risultato con il maggior numero di piattaforme possibili.
Il proliferare di browser e sistemi operativi di certo non agevola la fase di controllo dell'attività.

Per ovviare a questo problema, oltre ad un'approfondita conoscenza delle caratteristiche di ogni versione, la maggior parte degli sviluppatori decide di dotare il proprio ambiente di lavoro di un adeguato numero di browser e versioni, tentando di scavalcare le limitazioni imposte dai produttori che, ovviamente, vorrebbero che l'utente usasse sempre e solo l'ultima versione... e chi non lo vorrebbe!

Ma installare più copie di Internet Explorer così come altri browser non è sempre così semplice.

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